Gli Stati Uniti e l’Armenia hanno firmato un importante accordo quadro per sviluppare il “Trump Route for International Peace and Prosperity” (TRIPP), un progetto di punta nella strategia di diplomazia economica del presidente Donald Trump. Erevan continua così il suo progressivo spostamento strategico da Mosca.

Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, in visita a Erevan, ha firmato l’accordo insieme al ministro degli Esteri armeno Ararat Mirzoyan. L’intesa fa avanzare un corridoio stradale e ferroviario di 43 chilometri attraverso l’Armenia meridionale, che collega il territorio principale dell’Azerbaigian con la sua exclave di Nakhchivan. Rubio lo ha definito “il passo più importante finora” verso una rotta pensata per portare pace e prosperità attraverso la connettività economica. Sono stati inoltre firmati ulteriori accordi sul ripristino di un’ampia partnership strategica e sulla cooperazione nelle materie prime critiche.

Il progetto TRIPP nasce da un accordo storico firmato alla Casa Bianca nell’agosto 2025 tra il presidente azero Ilham Aliyev e il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, alla presenza di Trump. Le autorità armene, tra cui Mirzoyan, hanno accolto l’iniziativa come “veramente vantaggiosa” per il Paese, con l’inizio dei lavori previsto per il 2026.

Riallineamento internazionale dell’Armenia

Il corridoio TRIPP e il rafforzamento della partnership con gli Stati Uniti evidenziano l’accelerato allontanamento dell’Armenia dalla Russia. Storicamente dipendente da Mosca per la sicurezza attraverso l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) e per i legami economici nell’Unione Economica Eurasiatica, Erevan ha maturato crescente disillusione dopo il limitato sostegno russo durante le guerre del Nagorno-Karabakh del 2020 e del 2023 e la concentrazione di Mosca sul conflitto in Ucraina.

Il governo di Pashinyan ha congelato la partecipazione alla CSTO, acquistato armamenti occidentali (soprattutto dalla Francia), rafforzato i legami con l’Unione europea e con strutture vicine alla NATO e ora ha posizionato gli Stati Uniti come attore chiave nel corridoio strategico, ridimensionando precedenti proposte russe che avrebbero dato a Mosca un maggiore controllo.

Le reazioni di Mosca

La Russia ha reagito con dure avvertenze. Alti funzionari, tra cui Dmitrij Medvedev, hanno accusato Pashinyan di guidare l’Armenia su un “percorso doloroso” simile a quello dell’Ucraina. Mosca ha minacciato ritorsioni economiche – aumento dei prezzi del gas, restrizioni di accesso al mercato e complicazioni per la vasta diaspora armena in Russia – definendo queste mosse un “grave errore” che renderebbe l’Armenia “ostaggio dei giochi geopolitici occidentali”.

Nonostante mantenga una base militare a Gyumri e una significativa leva energetica, l’influenza russa in Armenia appare in evidente declino. L’accordo TRIPP sostituisce di fatto precedenti piani di corridoi a guida russa, indebolendo ulteriormente la presenza di Mosca nel Caucaso meridionale.

Implicazioni strategiche

Per l’Armenia, il TRIPP offre investimenti infrastrutturali, entrate di transito, occupazione e una possibilità di ridurre la dipendenza dalla Russia, normalizzando al contempo i rapporti con l’Azerbaigian. Per Washington, rappresenta un successo di diplomazia transazionale che diversifica la connettività regionale allontanandola dall’influenza russa e iraniana.

Restano però sfide significative: l’Armenia deve gestire con attenzione le questioni di sovranità, la sicurezza dei confini e la possibile reazione russa. Le opposizioni interne e le tensioni regionali con Azerbaigian e Turchia aggiungono ulteriore complessità.

Se avrà successo, il “Trump Route” potrebbe diventare un modello di trasformazione di un conflitto storico in interesse economico condiviso. Tuttavia, la rapidità dello spostamento dell’Armenia verso l’Occidente e il crescente irritarsi di Mosca indicano che il progetto metterà alla prova la possibilità che gli incentivi economici possano davvero superare le tradizionali dipendenze di sicurezza nel volatile Caucaso meridionale.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

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